La biografia di Guido Morselli

Guido Morselli nasce a Bologna il 15 agosto 1912 da Giovanni Morselli e Olga Vincenzi, ha già una sorella, Luisa, di un anno. I genitori di Guido avranno altri due figli: Maria, nata nel 1915 e Mario, nato nel 1922.

Nel 1914 Giovanni Morselli si trasferisce con la famiglia a Milano, nelle vicinanze dell'industria Caffaro, dove lavora.

Il padre di Guido, laureatosi in Chimica a Bologna, si era trasferito nel 1900 a Milano, entrando nella Società Carlo Erba dove era divenuto dirigente. Deputato nella seconda legislatura fascista non aderirà mai ideologicamente al regime. Dal 1935 al 1940 Giovanni Morselli fu direttore della cassa di Risparmio delle province lombarde.

In seguito, dai proprietari Visconti di Modrone, ricevette l'incarico di occuparsi anche della Caffaro, industria chimica della quale divenne direttore e consigliere delegato nel 1911, presso la quale lavorò fino al 1953.

Nel 1922, poco dopo la morte del suocero Augusto Morselli, Olga Vincenzi, ammalata di febbre spagnola, si allontana dalla famiglia, per curarsi a Gardone. Muore nel 1924 a Milano.

Nel 1927 Guido frequenta il ginnasio dei gesuiti presso l'Istituto Leone XIII a Milano e, nel 1931, si diploma al Liceo classico Parini. Nel 1935, il 10 luglio, Guido Morselli si laurea in Giurisprudenza, con 102/110, alla Regia Università degli Studi di Milano (ora Statale). Dopo la laurea parte per il servizio militare come allievo ufficiale della Scuola degli Alpini, a Bassano del Grappa, poi, in qualità di ufficiale, chiede il trasferimento in fanteria a Milano, in Piazza Sant'Ambrogio. Ufficiale in congedo, viene assunto dalla industria Caffaro, con l'incarico di comunicatore, promotore pubblicitario. L'esperienza lavorativa dura meno di un anno.

Nel 1938, dopo la prematura scomparsa della sorella Luisa, Guido Morselli ottiene dal padre una modesta rendita vitalizia, che gli permette di dedicarsi alle sue attività predilette: leggere, studiare, scrivere. Nello stesso anno il padre acquista terreni a Gavirate, in provincia di Varese.

Nel marzo 1940 Guido viene richiamato in veste di ufficiale e inviato in Sardegna, nell'isola di Sant'Antioco. Successivamente, con l'entrata in guerra dell'Italia, la famiglia Morselli sfolla a Varese, nella dimora estiva.

Nel 1942 è mandato per alcuni mesi all'Accademia militare di Modena e in Piemonte, nei pressi di Torino, per un corso di aggiornamento. In seguito Guido fa ritorno a Varese dove, sempre nella dimora estiva, avviene l'incontro con Maria Bruna Bassi, la donna che diventerà amica fidata e unica sostenitrice dello scrittore nei suoi pellegrinaggi alla ricerca di una casa editrice.

Nel 1943 Guido Morselli si trova nell'avamposto militare di Timponello Montepaone nel pressi di Catanzaro. Proprio durante l'"esilio calabrese", nell'agosto del 1943, esce presso Garzanti, con la prefazione di Antonio Banfi, il suo primo libro: Proust o del sentimento, un trattato sull'opera più nota dello scrittore francese, La Recherche. Dopo aver trascorso più di due anni in Calabria senza poter comunicare con la famiglia, Guido torna a casa. Nel 1947 viene pubblicata presso Fratelli Bocca un altro saggio di Morselli: Realismo e fantasia, il secondo e l'ultimo libro a vedere la luce durante l'esistenza del suo autore.

Mentre il padre con la famiglia nel 1948 rientra a Milano, Guido decide di restare a Varese, in totale solitudine, a leggere e a scrivere. Su esplicita richiesta del figlio, nel 1952, Giovanni Morselli fa costruire, per lui, una casetta sul poggio di Santa Trinità al Sasso a Gavirate. L'abitazione rosa e quadrata rispecchia il disegno e il progetto di Guido. I terreni intorno alla casetta sono attentamente coltivati e amorosamente curati anche da Guido; produce persino un vino che fa etichettare con la scritta "Santa Trìnita", nome che suole dare alla proprietà. Sulla carta d'identità fa scrivere agricoltore, alla voce professione.

Dal 1951, all'età di trentanove anni, Guido deposita, presso un notaio di Varese, le sue volontà testamentarie, che provvede ad arricchire, sino al 1971, con l'aggiunta di appositi codicilli.

Nella solitudine di Santa Trìnita, compone la maggior parte della sua produzione consistente in saggi, racconti, romanzi, commedie. Scrive anche articoli collaborando con periodici locali e con Il Tempo di Milano.

Tra gli anni '50 e '60 Guido, acquistata una cinepresa 8mm, realizza diversi cortometraggi, girando in Gavirate e nella campagna varesina.

In sella alla cavalla Zeffirino, regalatagli dal padre, ama molto cavalcare per i monti e le campagne del Varesotto, ma anche percorrere le strade di Gavirate.

Dopo la morte del padre, avvenuta nel 1958, Guido affitta la dimora estiva e si trasferisce definitivamente a Gavirate, dove rimane fino al 1972.

A Santa Trìnita Morselli scrive fra il 1961 e 1962 Un dramma borghese, tra il 1964 e 1965 Il comunista, Brave borghesi nel 1966, Roma senza papa tra 1966 e 1967, Contro-passato prossimo: un'ipotesi retrospettiva tra il 1969 e il 1970, Divertimento 1889 tra il 1970 e il 1971, Dissipatio H. G. tra il 1972 e il 1973, l'anno della sua morte.

Negli ultimi anni della vita di Guido, bande di motocrossisti si divertono a scorrazzare sul lieve rialzo erboso e nel bosco intorno alla casetta di Gavirate. Morselli, sensibilissimo ai rumori, decide di trasferirsi di nuovo a Varese, nel dicembre del 1972 nella dépendance della dimora estiva.

Nella tragica estate del 1973, al ritorno da un breve soggiorno a Macugnaga, Guido Morselli si toglie la vita, nella notte tra il 31 luglio e il primo agosto. Prima di morire, con un colpo di pistola alla tempia, pare che abbia scritto alla Questura di Varese: "Non ho rancori".

La pubblicazione delle opere di Guido Morselli si inaugura, con incredibile successo di pubblico, a un anno dalla morte dello scrittore, grazie a Roma senza papa, edito dalla casa editrice Adelphi.

Così inizia il "caso Morselli" che desta una vivace attenzione sull'opera letteraria di Guido e sulla sua particolare esistenza.